Perché avere un sito web?

Perché avere un sito web?

Ogni negozio ha una vetrina, un canale di comunicazione visivo, il più diretto, tra il commerciante e il cliente. Nate a Parigi, ormai molti secoli fa, anche le vetrine non riscossero un immediato successo globale, era culturalmente difficile accettare che tutti potessero vedere le attività che si svolgevano all’interno del negozio. Oggi uno dei valori più apprezzati dal cliente è la trasparenza insieme alla facilità di reperire informazioni e la semplicità del dialogo.

In un mercato sempre più digitalizzato, avere un proprio sito web equivale ad avere una vetrina.

La differenza però, tra una vetrina fisica e una digitale, è che quella digitale può essere spostata e non sottostà ai limiti dello spazio.

Una volta costruito un sito, infatti, è possibile effettuare divere operazioni per influenzare in maniera considerevole il numero delle visite.

Di fatto, sviluppando un sito e lavorandoci, si può decidere se farlo apparire tra i primi in una ricerca Google o lasciarlo nelle posizioni più arretrate.

E’ un po’ come se si potesse decidere di spostare il proprio negozio in una via periferica o la via più trafficata del centro.

Il 70% delle persone, effettuata una ricerca su Google, finiscono per cliccare uno dei primi due risultati. Nessuno va oltre la seconda pagina.

E’ quindi possibile decidere quante persone si vogliono raggiungere, ma non finisce qui.

Tramite una o più operazioni di definizione del mercato (anche detto targeting), si può decidere chi saranno le persone che vedranno questo nostro sito, permettendoci di evitare sforzi inutili sulla strutturazione di messaggi per soggetti non interessati al nostro prodotto o servizio.

 

 

Lo sviluppo di un sito, aiuta l’azienda ad avere visibilità e aiuta il cliente a prendere confidenza con i prodotti e con l’azienda stessa, favorendo nettamente la vendita e l’operazione di consumo.

 

I prezzi di queste operazioni, dalla creazione del sito alla decisione del suo posizionamento, variano a seconda degli obiettivi che l’azienda vuole ottenere fornendo all’imprenditore l’occasione di investire una somma decisa in osservanza dei suoi obiettivi e delle sue possibilità.

 

Be Smart, Be-Up.

 

Aziende e Social Media: il cambiamento dal 2013 ad oggi.

Aziende e Social Media: il cambiamento dal 2013 ad oggi.

Dapprima strumento di condivisione tra privati, oggi i social media diventano sempre più strumento di marketing per le aziende. Nel 2017 ad avvalersi di questo strumento sono state il 47% di tutte le imprese europee, una su due.

L’italia si posiziona nella parte medio alta della classifica con un buon 44% di imprese che utilizzano i social media. Ma di cosa si parla quando si parla di Social Media?

LinkedIn, Facebook, Twitter, Youtube e SlideShare la fanno da padroni ognuno con le sue peculiarità.

Facebook più adatto ad una comunicazione di tipo corporate parla ad una platea di 30 milioni di persone, solo nel nostro paese.

LinkedIn, piattaforma per scrutare la possibilità di aprirsi a nuove collaborazioni ha visto un forte incremento e si rivela molto utile nel momento in cui un azienda si apre alla possibilità di un’assunzione, offrendo un portfolio gratuito e molto ampio di soluzioni.

Twitter, con “solo” 7 milioni di utenti non è tra i preferiti, ma rimane uno strumento utile per il monitoraggio delle conversazioni dei pubblici su un determinato argomento di interesse collettivo.

Tra i primi paesi in Europa spiccano Olanda e Malta, fanalino di coda i Paesi dell’Est.

Questi strumenti ormai fondamentali per operare in modo esaustivo ed efficace sul mercato hanno visto un incremento molto forte grazie alla possibilità di tracciare gli utilizzi del cliente capendone le preferenze e riuscendo ad incontrare più spesso le sue esigenze.

Troverete qui sotto il link ad un articolo in cui si mostra come questo trend sia in netta ascesa.

http://www.infodata.ilsole24ore.com/2018/01/29/facebook-twitter-linkdin-le-imprese-usano-social-media/

Voucher Digitalizzazione PMI da 10.000€

Bando Voucher Digitalizzazione PMI

Una grande opportunità è alle porte, non tutti lo sanno, anche se la maggior parte dei lettori potrebbe trarne un gran vantaggio.

Dal 15 gennaio è possibile inviare la candidatura preventiva per ricevere un voucher del valore di 10.000€.

Ma di cosa stiamo parlando nello specifico?

I voucher per la digitalizzazione sono uno strumento finanziario adottato dallo Stato Italiano secondo il decreto denominato Destinazione Italia (DL 145-2013) per favorire la digitalizzazione delle piccole medie imprese.

Le domande potranno essere presentate dalle imprese a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018.

Il Ministero mette a disposizione esperti che possono aiutare chi coglia fare domanda per procedere nella progettazione e compilazione della domanda nella maniera corretta così da non rischiare di perdere il voucher per un vizio di forma.

Lo scopo di questi voucher, che hanno un valore complessivo di 100.000.000€, sono stanziati per scopi ben precisi, ma di ampio spettro. Tra queste ritroviamo: il miglioramento dell’efficienza aziendale, la modernizzazione dell'organizzazione del lavoro, tale da favorire l'utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro, la formazione qualificata, nel campo ICT, del personale delle suddette piccole e medie imprese e persino lo sviluppo di soluzioni di e-commerce.

Possono fare richiesta tutte le imprese di piccole e medie dimensioni che non abbiano già ricevuto una sovvenzione per l’oggetto posto come richiesta nella domanda per il voucher, imprese la cui sede legale è in Italia e che siano iscritte al Registro indipendentemente dalla loro forma giuridica.

In seguito alleghiamo le descrizioni delle attività finanziabili tramite voucher così come sono espresse nel Decreto:

  • L’acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali.
  • L'acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla modernizzazione dell'organizzazione del lavoro, con particolare riferimento all'utilizzo di strumenti tecnologici e all'introduzione di forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro.
  • L’acquisto di hardware, software, inclusi software specifici per la gestione delle transazioni on-line e per i sistemi di sicurezza della connessione di rete, e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati allo sviluppo di soluzioni di e-commerce.
  • Le spese per realizzazione delle opere infrastrutturali e tecniche, quali lavori di fornitura, posa, attestazione, collaudo dei cavi, e ai costi di dotazione e installazione degli apparati necessari alla connettività a banda larga e ultralarga.
  • Le spese relative all’acquisto e all’attivazione di decoder e parabole per il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare.

 

  • Le spese per la partecipazione a corsi e per l’acquisizione di servizi di formazione qualificata

 

L’iter di presentazione non è oltremodo complicato in quanto è digitale, tuttavia, viviamo in Italia e dunque burocrazia e semplicità non possono esistere nella stessa frase.

 

Nel link che segue troverete informazioni molto dettagliate sulla documentazione necessaria per la richiesta, sulle tempistiche da rispettare e sull’erogazione dei contributi.

http://www.voucher-digitalizzazione.it/#iscriviti

Speriamo che anche voi lettori siate tra i tanti che proveranno ad accaparrarsi questa grande opportunità di mettersi al passo con il resto dei paesi europei che ormai vivono realtà fortemente digitalizzate che permettono loro di essere molto competitivi e tagliare svariati i costi.

Be Smart, Be UP.

Il progetto Be UP: come e perché

In questo articolo proveremo a spiegare i perché e percome di questo nostro progetto provando a dare un’idea di quale sia il valore aggiunto per coloro che vogliono aderire o, più in generale, decidono di avvalersi di strumenti di comunicazione per aumentare la proficuità della loro attività.

Partendo quindi dalle ragioni non posso che citare quelli che sono i dati derivanti dalle analisi di mercato che negli ultimi anni hanno visto fiorire l’E-commerce e la website seeking information. Tutti conosciamo ormai l’E-commerce, quello che è realmente cambiato negli ultimi anni è anche il processo di raccolta e selezione delle informazioni. Se prima, arrivati una nuova località turistica i nostri genitori chiedevano ai passanti dove fosse un buon ristorante per cenare, ora non è più così.
Le nuove generazioni, smartphone alla mano, chiedono ai loro motori di ricerca dov’è il ristorante più buono nelle vicinanze.
Questo cambiamento di sfondo quasi sociologico e comportamentale inserisce nelle attività di tutti i giorni strumenti da prima inesistenti, come la SEO, meccanismo che permette ad un sito di spuntare tra i primi risultati di una ricerca Google. Eh si, perché è statisticamente provato che l’80% delle persone clicca sui primi due risultati, e comunque, il restante 20% non va oltre la prima pagina di ricerca.

E’ dunque importante per ogni attività essere competitiva sotto questo punto di vista ponendo estrema attenzione ai contenuti che mostra a questi ipotetici clienti.

E, queste, sono solo alcune delle ragioni per cui abbiamo deciso di avviare il nostro progetto.
Ma passiamo ai come. Come possiamo fare di modo che ognuno dei nostri clienti si trovi in questa data situazione?

In due modi: il primo siamo noi e il secondo sono i nostri stessi clienti.

Il nostro progetto infatti, prevede che in un primo momento saremo noi a farci carico delle attività di comunicazione dei nostri clienti ma collaborando con loro. Mostrando loro le nostre attività e spiegando loro le ragioni per cui lo facciamo, il nostro obiettivo è che il nostro cliente sia in grado in un futuro di riuscire a compiere azioni base di per sé, senza necessariamente avvalersi del nostro aiuto.

Questo avviene tramite consulenze personali in cui ci dedichiamo a spiegare quali siano le attività e come vadano fatte a seconda delle esigenze del nostro cliente e soprattutto tramite il nostro blog di tutorial in cui ognuno può trovale comodi e semplici video che illustrano i passaggi da fare per ogni tipo di attività.
Durante la realizzazione del video ci avvarremo dei canali social dei nostri clienti stessi che avranno così una sorta di pubblicità gratuita, data da tutti coloro che guarderanno i tutorial.
Ed ecco spiegati anche i percome, ma non finisce qui. E’ nostra priorità che ognuno abbia un vantaggio da questa attività e saremo dunque disponibile per soddisfare specifiche richieste come campagne marketing per specifici prodotti ed eventi, sempre con la stessa formula.

Be UP, dall’inglese essere svegli, essere pronti. Speriamo che ognuno di voi voglia far parte di questo cambiamento, che sia pronto e sveglio, non solo un umile spettatore. Be UP.

L’importanza del fattore Brand

Nella società moderna, dove il consumatore ha davanti a se un offerta di prodotti o servizi molto simili, è importante distinguersi dalla concorrenza.
Il fattore trainate nel momento della scelta sempre meno legato al servizio o al prodotto in se, quanto invece, all’affinità che il consumatore ha con il produttore di quel bene o servizio.

Ponendo infatti, come nel caso di Apple e Samsung, il consumatore di fronte ad una scelta tra due tipologie di prodotto con le medesime caratteristiche di funzionamento, sarà portato ad acquistarne uno piuttosto che un altro in virtù di una scelta fatta basandosi sui valori della casa produttrice.

Riuscire a comunicare in maniera corretta al consumatore i propri principi, i propri valori e tutto ciò che è legato all’impresa aiuta molto le aziende a creare un rapporto stabile con il cliente.
Tramite le operazioni di branding si possono ottenere risultati molto importanti dal punto di vista imprenditoriale come la fidelizzazione e la semplificazione dei processi di gestione del cliente.
Un altro tassello da non sottovalutare è la comunicazione interna, i dipendenti devono essere i primi ambasciatori dell’impresa stessa e devono essere aiutati a sentirsi parte del progetto. Tutte queste caratteristiche, la chiarezza nell’espressione e la comunicazione interna, concorrono a formare un asset molto forte per le imprese, specialmente quando si parla di piccole e medie imprese.

E’ soprattutto in questo settore dimensionale infatti, che si riscontrano spesso delle lacune in questi ambiti, ed è ad ora una delle formule che, vice versa, aiuta quelle che sono più di successo.
Quando si ha un’immagine, una reputazione e un team interno che si sente gratificato, si ha in mano un progetto funzionante che può dare alla luce buoni frutti.

Il brand in sostanza è la personalità dell’organizzazione stessa, un po’ come quando si parla di persona giuridica per la parte legale, esiste anche un altro tipo di personalità che il cliente vede nell’organizzazione.
Quando si parla di affidabilità, fiducia e stima per esempio si sta facendo riferimento a caratteristiche umane che vengono associate ad un organizzazione. Ecco a cosa serve il branding.
Con il nostro progetto puntiamo a rinnovare ed esprimere il brand di ogni nostro cliente, aiutandolo anche nella gestione della comunicazione interna.

Dal passaparola al digitale: la comunicazione nel 2018

In Italia la realtà delle PMI (Piccole Medie Imprese) rappresenta un settore sempre in crescita e ogni anno è in grado di produrre una parte sostanziale dell’intero PIL Italiano.

Le PMI rappresentano da sempre il cuore pulsante dell’imprenditoria italiana, spesso legate a realtà famigliari, trainano il paese creando lavoro e ricchezza. Dall’artigianato all’enogastronomia le realtà di successo sono moltissime, tuttavia, sempre più spesso si riscontrano lacune sul piano della comunicazione. Una realtà così storica come quella delle PMI spesso non è in grado di evolversi e riuscire a resistere alla concorrenza, sempre più internazionale, subendo così una decrescita.

Specialmente negli ultimi anni coloro che hanno deciso di non investire in tecniche di comunicazione digitale, che è di fatto il principale canale di comunicazione della nostra epoca, hanno subito l’effetto della concorrenza.

Se, infatti, d'apprima bastava avere una forte rete di clienti e si poteva puntare sul passaparola oggi non è più così.

L’importanza di saper raccontare la realtà d’impresa a potenziali clienti che hanno sempre più possibilità di scelta diventa fondamentale. Riuscire ad esprimere i propri valori senza dover necessariamente avere un contatto fisico con il cliente diventa sempre più importante. Si è creato un secondo mercato, quello digitale, che nessuna impresa dovrebbe trascurare.
L’espressione dell’impresa può risultare un attività ostica per coloro che non hanno le capacità per comprendere le leve su cui agire per riuscire ad ottenere risultati evidenti, il nostro progetto vuole agevolare lo sviluppo aiutando i nostri clienti a diventare autosufficienti tramite un operazione di mentoring che mira ad insegnare loro le basi per una comunicazione efficace ed efficiente, sempre supportati dai nostri esperti.

Be Up è un progetto che nasce per portare queste realtà, spesso nascoste alla maggiore, su un palcoscenico più competitivo. Dalla creazione del sito internet alla selezione dei contenuti da pubblicare sui social network, sempre mostrando all’imprenditore, nostro cliente, il procedimento e le ragioni per cui facciamo determinate scelte di modo che sia in grado di proseguire autonomamente in futuro.

La nostra attività punta a delineare un preciso settore comunicativo in cui inserirsi definendo in maniera precisa i valori e il carattere aziendale di modo da implementare una comunicazione ad hoc per ogni nostro cliente.

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